Home AuthorCinzia Cicatelli Le fiabe moderne di Timbuktu Labs:donne vere, no principesse

Le fiabe moderne di Timbuktu Labs:donne vere, no principesse

di Cinzia Cicatelli

Il progetto di Timbuktu Labs ci mette davanti ad una domanda: se avessimo una figlia a cui raccontare una favola, preferiremmo leggerle di una principessa inerme che non attende altro che il suo principe vada a salvarla o raccontarle la storia di una donna straordinaria che è riuscita con le proprie risorse ad ottenere successo o cambiare il mondo?

A volte le fiabe più belle sono quelle che ci insegna la vita vera senza bisogno del tocco della fantasia, quella vita che sa essere magica senza bisogno di incantesimi.

La figura della principessa che ci ha accompagnato e ci accompagna durante l’infanzia (e molto dopo) ha subìto un’evoluzione negli anni: basta pensare alla delicata Biancaneve e alla bisnipote anticonformista Mulan (la mia preferita, lo ammetto) o al tentativo recente di sostituire il valore assoluto dell’amore di coppia con quello della “sorellanza”, come in Frozen.

Ma questo non basta ancora, queste principesse restano comunque recluse nella dimensione dell’immaginario come icone per lo più astratte ed irraggiungibili, insegnano valori – certamente – ma non inculcano vera speranza. La speranza di essere o peter diventare davvero quella donna.

A questo proposito ci ha pensato la startup di Los Angeles Timbuktu Labs “a rendere le fiabe realtà”, sviluppando una idea semplice e al tempo stesso rivoluzionaria: sostituire le classiche principesse (per lo più disneyane) con donne reali, che nulla hanno da invidiare alle fanciulle delle fiabe, anzi…

Da Frida Kahlo alle sorelle Bronte: le storie raccontate da Timbuktu Labs

Su Kickstarter è stato un boom! In pochissime ore il progetto “Good Night Stories for Rebel Girls” (“Storie della buonanotte per bambine ribelli”  – in realtà il titolo non mi convince fino in fondo, perché definire le bambine ribelli e non moderne?) ha abbondantemente raggiunto i finanziamenti minimi per far partire il progetto, fissato a 40mila dollari e ha superato i 650mila dollari (seicentocinquanta, sottolineo!).

Il libro è una collezione di 100 storie illustrate da 100 artiste, ognuna delle quali celebra una donna (vera) che ha ottenuto importanti riconoscimenti nell’arte, nello sport, nella scienza e in tutti gli altri campi dell’esistenza, come Frida Kahlo, Elisabetta I e Serena Williams, giusto per citarne qualcuna.

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“Nel nostro percorso da imprenditrici abbiamo spesso desiderato di essere cresciute circondate da più modelli femminili in ruoli di leadership. Ci sproniamo costantemente a farci avanti e compriamo libri sul superamento degli stereotipi di genere…ma questo genere di letture arriva troppo tardi. Essere esposte quanto prima a una narrazione diversa della femminilità è fondamentale”.

Elena Favilli, amministratore delegato Timbuktu Labs,  da StartupItalia.

L’idea che ci sia una scarpetta a renderci “ricche” o un principe disposto a venirci a salvare quando ne abbiamo bisogno è confortante e alcuni casi possono dimostrarci che può perfino succedere per davvero (non so, prendiamo Grace Kelly ad esempio, o Coco Chanel) ma credo che preferirei trasmettere a mia figlia sin da piccola un valore più importante della “fortuna” o della “attesa”: l’indipendenza. O almeno dare a lei la possibilità di scegliere in quale figura le piace riconoscersi.

Credo che sia l’indipendenza a rendere davvero libere le persone e sarà proprio la convinzione di potersi costruire il futuro con le proprie mani – venendo supportate ma senza mai dipendere dagli altri – a farle dormire sonno tranquilli, altro che le favole della buona notte! 😉

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Grazie Kickstarter, sei la dimostrazione che il bello spesso viene dal basso e non dall’alto!

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