Home ViaggiItalia 15 segreti di Napoli che (forse) non conoscete: luoghi, leggende, spettri – Parte 2
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15 segreti di Napoli che (forse) non conoscete: luoghi, leggende, spettri – Parte 2

di Claudia Esposito

Per chi ha gradito le prime proposte della mia lista di segreti di Napoli (e anche per chi non le ha gradite, chissà che non riesca a stupirvi con questa seconda parte!) varrà la pena andare alla scoperta dei prossimi cinque, più o meno nascosti, tesori partenopei, di certo non inferiori, in quanto a fascino e significato, a quelli esaminati in precedenza.

Ecco a voi le mie scelte dei segreti di Napoli, dalla numero 6 alla numero 10:

6- Palazzo dello Spagnolo: la meraviglia è dietro l’angolo

La seconda parte dell’elenco non poteva che essere inaugurata con un’eccellenza, un gioiello dal valore inestimabile ancora sconosciuto ai più. Quando pensiamo ai grandi edifici storici napoletani troppo poco spesso facciamo riferimento a questo luogo che meriterebbe, a mio parere, un ruolo da protagonista nei percorsi turistici e nelle immagini stampate sulle cartoline della città. Il Palazzo dello Spagnolo, realizzato nel 1738, prende il nome dal soprannome di uno dei suoi primi proprietari, Tommaso Atienza, detto, per l’appunto, “O’ Spagnolo”.
Palazzo dello Spagnolo

Il maestoso scalone del palazzo, definito ad ali di falco per la divisione in una doppia rampa aperta, offre un’alternanza di pieni e vuoti che cattura l’occhio del visitatore. Uno spettacolo che lascia a bocca aperta e che ha incantato anche John Turturro, che nel suo bel film musicale Passione ha scelto questa location come simbolo della bellezza sorprendente di Napoli. Le immagini delle ballerine sullo scalone, al ritmo della splendida rivisitazione di “Comme facette mammeta”, sono entrate di diritto nell’immaginario collettivo, celebrando questo luogo iconico che inspiegabilmente è ancora trascurato o dimenticato dagli itinerari turistici più battuti.

Dove: Via dei Vergini 19, Rione Sanità

7- Palazzo Venezia: un mondo parallelo nel cuore caotico della città

Anche questo sorprendente palazzo di Spaccanapoli merita di rientrare nella lista dei “segreti” partenopei: nonostante sia stato rivalutato negli ultimi anni e riportato all’attenzione dei cittadini napoletani con una serie di interessanti iniziative culturali, Palazzo Venezia resta una perla rara ancora non presa di mira dal turismo di massa. Donato dal re Ladislao I di Napoli alla Repubblica di Venezia nel 1412, il palazzo è stato per quattrocento anni sede dell’ambasciata veneziana a Napoli. Visto dalla strada sembra un palazzo come tanti; superato il semplice portoncino ci si ritrova in un bel cortile, simile a quello degli altri palazzi antichi della zona. Salite le scale, però, il visitatore non può che restare sorpreso dalla vista di uno splendido giardino pensile, a cui si accede attraversando le sale restaurate che oggi ospitano quasi costantemente mostre di artisti partenopei. Ritrovarsi d’improvviso immersi nel verde e nel silenzio assoluto proprio nel bel mezzo del caos cittadino sembra quasi un miracolo, un viaggio in un locus amoenus mitologico. Le sorprese, comunque, non finiscono qui: dal giardino si accede alla cosiddetta Casina Pompeiana: costruita nel 1800, la struttura risponde ad un gusto squisitamente neoclassico e ha un’acustica perfetta, tanto da essere utilizzata spesso per i concerti promossi dalla società l’INCANTO, che ha preso in gestione il Palazzo Venezia.
Palazzo Venezia NapoliIn corrispondenza della Casina Pompeiana, il terrazzo su cui affacciava il filosofo Benedetto Croce vi farà facilmente immaginare il motivo per cui anche il grande pensatore rimase affascinato da questo palazzo. Se poi avete la fortuna di passeggiarci con le note di una melodia suonata al pianoforte della Casina Pompeiana in sottofondo, allora che dire, avete fatto bingo. E qui non è così insolito.

Dove: Via Benedetto Croce 19

8- Basilica del Carmine: miti, leggende e miracoli

La splendida basilica che si erge in Piazza del Carmine non è certo un “segreto” napoletano: è uno dei luoghi più conosciuti e frequentati della città e la Madonna Bruna, ospitata proprio qui, ha attratto da sempre un gran numero di fedeli con i suoi miracoli di guarigione. L’espressione tanto usata dai napoletani “Mamma d’o Carmene” fa riferimento proprio alla particolare Madonna qui conservata.

Le attrattive della Basilica però sono numerose e per ognuna sembra esserci una storia interessante. La Chiesa ospita i resti di Corradino di Svevia, onorati da uno splendido monumento in suo onore progettato dallo svedese Thorvaldsen. Oltre che bello, il monumento fu utile a proteggere le spoglie del re: nel settembre del 1943 un commando di soldati tedeschi cercò di portar via i resti di Corradino. Arrivati in prossimità della lapide, frantumata in più punti, commisero però un errore di interpretazione, dovuto anche ai frammenti mancanti: convinti che i resti si trovassero dietro il piedistallo del monumento a Corradino e non dentro, come invece era, i soldati spezzarono le lapidi e bucarono il muro in cerca dei resti ma senza risultato, costretti così ad andarsene a bocca asciutta!
Corradino di Svevia

La Basilica si è potuta fregiare a lungo anche dei resti di Masaniello, che proprio qui trovò la morte, dopo aver interrotto la messa in onore della Madonna del Carmine. I napoletani, infatti, pentitisi del tradimento ai danni del loro concittadino e eroe popolare, ne ricomposero i resti e decisero di seppellirli qui, dove rimasero fino al 1799, anno in cui Ferdinando IV di Borbone decise di rimuoverli per non fomentare le masse, appena uscite dalla Rivoluzione Partenopea.
sepolcro di MasanielloMa l’elemento forse più interessante della Chiesa del Carmine è il miracoloso crocifisso: pare che durante la guerra tra Angioini e Aragonesi per il possesso di Napoli, l’infante Pietro d’Aragona diede fuoco a una grossa bombarda, la cui palla mortale sfondò l’abside della chiesa e andò in direzione del Crocifisso. A Napoli, però, il miracolo è sempre dietro l’angolo: il Cristo spostò la testa sulla spalla per schivare il colpo, riuscendo ad evitare la frattura. Mi viene in mente la battuta di Massimo Troisi che si rifiuta di andare a vedere l’ennesima Madonna piangente, anche perché il miracolo delle lacrime si può sempre spiegare “col legno che trasuda”. Di certo una statua che sposta la testa per sfuggire a una cannonata avrebbe convinto il riottoso Gaetano di Scusate il ritardo!
chiesa del carmine
9- Sala dei Baroni al Maschio Angioino: il Red Wedding di Ferrante I

Sono rimasti in pochi gli immuni al fenomeno Game of Thrones; anche coloro che di solito non seguono moltissime serie tv sono stati rapiti dal mondo fantastico, violento, magnetico creato dalla fantasia di George Martin e poi trasportato in televisione. Fan e non fan della serie hanno senza dubbio sentito parlare di uno dei momenti più sconvolgenti del telefilm in questione e della televisione in generale: il famoso red wedding in cui il Lord fa strage degli invitati alle nozze, violando il sacro vincolo dell’ospitalità.lord FreyEbbene, prima di Walder Frey di Game of Thrones ci fu Ferrante I d’Aragona: in seguito alla Congiura dei Baroni del 1485-1486, il re di Napoli finse di perdonare i nobili che si erano schierati contro di lui. Con una mossa mefistofelica, infatti, il re si servì delle nozze della nipote Maria Piccolomini per riunire nella Sala dei Baroni tutti i congiurati. Il matrimonio era una trappola: dopo aver accolto i suoi ospiti in pompa magna nella magnificente Sala dei Baroni, il re li fece arrestare e giustiziare. Alcune delle mummie dei nemici di Ferrante I sono ancora conservate nel castello e recano segni di soffocamento. Leggenda vuole che Ferrante ricevesse gli ospiti con le mummie dei Baroni uccisi per intimidire i malcapitati e ricordare loro cosa capitava a chi pensava di tradire la corona: alquanto raccapricciante…
sala dei baroni Maschio Angioino
10- I passaggi segreti dei pozzi di Santa Patrizia e San Gregorio Armeno

Napoli è ricchissima di passaggi sotterranei: si può dire che esista una vera e propria città altra nel sottosuolo, con lunghe strade, cunicoli, edifici, tesori nascosti. Napoli sotterranea, il Tunnel Borbonico e il Museo del Sottosuolo, tra gli altri, testimoniano l’esistenza di una vera e propria vita parallela sotto le strade che percorriamo tutti i giorni. I chiostri di Santa Patrizia sono oggi adibiti principalmente a sede della Facoltà di Medicina e Chirurgia della Seconda Università di Napoli, ma hanno una ricchissima storia. Furono infatti abitati prima dai monaci brasiliani e poi dalle monache benedettine. Il chiostro maggiore possedeva al centro un pozzo profondissimo, che la tradizione vuole fosse il passaggio segreto di Belisario, che, probabilmente per evitare la forte opposizione del popolo napoletano, pare si introducesse di nascosto nella città attraverso il pozzo, collegato con l’acquedotto.

Anche il pozzo del magnifico chiostro di San Gregorio Armeno è protagonista di una storia importante: costruito accanto alla splendida fontana che costituisce l’attrazione principale del chiostro, è stato molto probabilmente creato per coprire gli scavi di tufo del sottosuolo. È interessante notare, però, che sul pozzo sono incise una rosa e una croce, notoriamente simbolo dei Rosacroce: molti ipotizzano che i Cavalieri Templari entrassero in città di notte passando dal porto al convento proprio attraverso questo insospettabile passaggio segreto.

Che Napoli voglia fornire anche uno spunto per il prossimo romanzo di Dan Brown?
segreti di Napoli
Ed eccoci arrivati alla fine di questa seconda incursione nei segreti della nostra misteriosa città.

Con la speranza che anche stavolta abbiate potuto trarre qualche spunto per una nuova visita partenopea, vi saluto in attesa della terza e ultima parte di questa lunga lista.

Stay tuned.

spaccanapoli

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